Tredicenne violentata, l’indagato torna libero dopo due notti: “Dispiaciuto” basta?
Aveva 13 anni. Era uscita di casa per comprare la merenda ai fratelli. È entrata in un minimarket e ne è uscita devastata da una violenza.
L’uomo accusato dell’aggressione è stato arrestato in poche ore. La Procura ha chiesto il carcere. Dopo appena due notti, però, è tornato libero.
La motivazione: incensurato, collaborativo e “dispiaciuto”.
Dispiaciuto.
Mentre una ragazzina e la sua famiglia devono fare i conti con una ferita che rischia di restare per sempre, il presunto responsabile è nuovamente fuori. Le Forze dell’Ordine hanno fatto il loro dovere. La Procura anche. Poi qualcosa si è spezzato.
Il Ministero ha annunciato l’invio degli ispettori per verificare l’iter seguito. Ma resta una domanda difficile da ignorare: come si spiega tutto questo a una tredicenne vittima di violenza?
Le garanzie della legge sono sacrosante. Ma altrettanto sacrosanta deve essere la tutela delle vittime.
A quella ragazza e alla sua famiglia va tutta la nostra solidarietà. Ma insieme alla solidarietà serve una risposta.

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